sabato 9 aprile 2016

Il meraviglioso Mago di Oz, Lyman Frank Baum

"La storia del Meraviglioso Mago di Oz fu scritta unicamente per allietare i bambini di oggi. Esso aspira a essere un racconto di fiabe modernizzato, in cui siano mantenute la meraviglia e la gioia, mentre i patemi d'animo e gli incubi non ci sono più."




Nel 1900 Lyman Frank Baum, ottenuta una discreta tranquillità economica dopo il suo primo libro di successo Papà oca: il suo libro e dedicatosi alla letteratura a tempo pieno, pubblica il suo capolavoro Il meraviglioso Mago di OzNelle parole precedenti, lo scrittore esprime il suo desiderio di voler divertire e far sognare i giovani lettori evitando ogni moralismo o intento didascalico.
Il racconto dall'ispirazione fantastica ottiene immediatamente un notevole successo: per i ragazzi statunitensi, che di solito privilegiavano le storie d'avventura o i racconti di ambientazione storico-realistica, il viaggio di Dorothy, dello Spaventapasseri, del Boscaiolo di Latta e del Leone Vigliacco, è una vera e propria novità.
Baum lascia la dimensione fiabesca e favolistica alla letteratura europea e lo strepitoso successo del romanzo lo convinse a riadattarlo per il palcoscenico e lo schermo. Il Mago di Oz in versione cinematografica è legata soprattutto al film a colori interpretato da Judy Garland nel 1939.



Con una dolcezza mai stucchevole e una velata maturità, la meta della Città di Smeraldo rappresenta per i personaggi di questo racconto una corsa verso ciò che si pensa di non possedere.
Intelligenza, Gentilezza e Coraggio: questi sono per Baum gli ingredienti per una vita se non perfetta quanto meno dignitosa.

" - E il mio cuore? - chiese il Boscaiolo di Latta.
- Bé, quanto a questo - rispose Oz - secondo me tu fai male a desiderare un cuore.
Il cuore rende infelice la maggioranza delle persone. Tu sei fortunato a essere senza; basterebbe che te ne rendessi conto.
- Questione di opinioni - disse il Boscaiolo di Latta. - Per me, se mi darai un cuore sono pronto a sopportare tutta l'infelicità del mondo senza la minima protesta."

Delicata metafora della scoperta di se stessi, il Mago di Oz non ha bisogno di troppe descrizioni: le avventure si susseguono rapidamente, dando alla trama un piacevole ritmo. Fantasticare è facile, ancor di più lo è, per un piccolo lettore, rendersi conto che ciò di cui i personaggi sono alla ricerca già li appartiene.


"L'esperienza è la sola cosa che porta la sapienza".

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giovedì 31 marzo 2016

Il bar sotto il mare, Stefano Benni

“Camminavo una notte in riva al mare di Brigantes, dove le case sembrano navi affondate, immerse nella nebbia e nei vapori marini…”



Una foto con ventitré volti, ognuno dei quali corrispondenti a una storia e l’unico modo per uscire dal bar sotto il mare è raccontarla. Eppure, una notte, tutti vorrebbero capitare in un bar dove tutto, misteriosamente, può accadere.
A un tratto ci si può ritrovare a Sompazzo dove il tempo è diventato matto; poi a Parigi, nella prestigiosa cucina di Gaspard Ouralphe; dopo ancora nell’Africa del Sud, a bordo della Fidèle.




Circostanze atipiche e situazioni improbabili fanno da sfondo a sentimenti e fatti quotidiani: il surreale ingloba la realtà, la realtà invade il surreale.
Il divertissement puro si alterna a una satira graffiante che strappa un sorriso perplesso.
Varie e differenti forme stilistiche si abbracciano tra cui l’horror, il poliziesco e degli esercizi di fantasia, alta espressione di Benni.
Se questo non incuriosisce abbastanza, riporto qui il messaggio con il quale lo scrittore ha rifiutato il premio Vittorio de Sica (29 settembre 2015):

"Gentili responsabili del premio De Sica e gentile Ministro Franceschini, vi ringrazio per la vostra stima e per il premio che volete attribuirmi. I premi sono uno diverso dall'altro e il vostro è contraddistinto, in modo chiaro e legittimo, dall'appoggio governativo, come dimostra il fatto che è un ministro a consegnarlo.
Scelgo quindi di non accettare. Come i governi precedenti, questo governo (con l'opposizione per una volta solidale), sembra considerare la cultura l'ultima risorsa e la meno necessaria. Non mi aspettavo questo accanimento di tagli alla musica, al teatro, ai musei, alle biblioteche, mentre la televisione di stato continua a temere i libri, e gli Istituti Italiani di Cultura all'estero vengono di fatto paralizzati. Non mi sembra ci sia molto da festeggiare.
Vi faccio i sinceri auguri di una bella cerimonia e stimo molti dei premiati, ma mi piacerebbe che subito dopo l'evento il governo riflettesse se vuole continuare in questo clima di decreti distruttivi e improvvisati, privilegi intoccabili e processi alle opinioni. Nessuno pretende grandi cifre da Expo,ma la cultura (e la sua sorgente, la scuola) andrebbero rispettate e aiutate in modo diverso. Accettiamo responsabilmente i sacrifici, ma non quello dell'intelligenza.
Comprendo il vostro desiderio di ricordare il grande Vittorio De Sica, e voi comprenderete il mio piccolo disagio."



"Nell'invenzione nulla muore, mentre ricchezza e indifferenza spengono tutto, perdio!"



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